Innanzitutto, prima di recensire quest'album, una premessa è doverosa. Infatti, quella di cui sto per scrivere, non è stata una delle tante uscite black dello scorso anno, bensì un progetto Dark Ambient di tale LKN. Perché allora scriverne su di un portale come questo? Beh per prima cosa perché è evidente quanto l'ambient e l'elettronica abbiano segnato il black, nel bene o nel male (Giusto per fare un paio d'esempi basti pensare agli Ulver o alcune composizioni di Burzum, ndr); ed inoltre perché, sebbene l'assenza di strumenti "tradizionali" e sebbene in maniera diversa, questo disco riesce a trasferire le stesse emozioni di oscurità ed oppressione tipiche del nostro genere e forse anche meglio di tanti altri album, magari pure più blasonati. Il promo, di cui una ristampa è disponibile da quest'anno in jewel case limitato a 30 copie, è composto da tre tracce per un totale di 20 minuti circa d'ascolto. Come dicevo, tutti i pezzi si fanno notare per un'oscurità sempre più presente ed ossessiva, anche se come composizione variano molto l'uno dall'altro. Si parte con 'La Vecchia Casa' in cui risentiamo di un ambient più a là Neptune Towers e volendo anche alla 'Dungeon of Darkness' di Burzum, in cui suoni ossessivi e ripetitivi si susseguono aumentando d'intensità e facendosi via via strada verso la fine della canzone, che pian piano termina così come era cominciata. Il secondo pezzo 'L'incubo', ci porta invece in una dimensione quasi surreale, soprattutto quando attaccano i synth, ricreando una melodia allo stesso tempo rilassante ed oppressiva; che voglia significare appunto l'ambiguo sentire che si ha durante un incubo nel sonno? In ogni caso, ho comunque trovato molto azzeccato oltre che ben riuscito, l'effetto piogerella di sottofondo alla canzone. Prepara adeguatamente a quella che sarà 'Satan Industries', il pezzo che sinceramente a me è piaciuto di più. Dalle tinte incredibilmente cupe, risente di una certa influenza EBM con una spruzzatina di industrial e sottofondo elettro-dark. Si fa notare anche per essere l'unico pezzo dei tre ad avere anche alcune parti parlate, tra cui spicca, poco oltre la metà, uno stralcio di discorso dell'ex-fhürer Adolf Hitler. Nonostante i pezzi a volte risentano della qualità di registrazione non proprio eccelsa, questo è un promo che mi sento lo stesso di passare a pieni voti, principalamente perché trasuda passione e talento in ogni singolo secondo d'ascolto, materie prime indispensabili ad ogni buon compositore. Sono sicuro quindi che questo disco non deluderà gli appasionati del genere e speriamo siano vere le voci di un probabile debut per la fine del 2006.

5\5

Maligno Spirito - Blackmetal.it